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Hai ancora il tetto in amianto da smaltire?

Hai ancora il tetto in amianto da smaltire?

Oggi vorrei tornare a parlare di un argomento molto importante di cui avevo già fatto un post ad agosto nel 2013, ovvero l’amianto. A seguito di un incontro con un mio cliente, specializzato proprio nella sua rimozione, sono venuto a conoscenza di alcuni aspetti molto importanti che spesso non vengono tenuti in considerazione e di cui non avevo parlato nel precedente post.

Innanzitutto è bene ricordare che l’amianto è un materiale fibroso e piuttosto sottile; basti pensare che lo spessore di 250 capelli affiancati corrisponde allo spessore di circa 300.000 fibre di amianto. :O

La  struttura fibrosa dell’amianto è anche la causa della sua pericolosità, infatti quando le fibre contenute nei manufatti amiantati vengono rilasciate, queste possono essere inalate e possono provocare: asbestosi, carcinoma polmonare e mesotelioma.

In data 27 marzo 1992 è stata pubblicata la Legge n. 257, relativa alla dismissione della produzione e dal commercio, per la cessione dell’estrazione, dell’importazione, ecc… e in data 26 settembre 2006 è entrato in vigore il decreto legislativo relativa alla protezione dei lavoratori dai rischi derivanti dall’esposizione all’amianto durante il lavoro.

A seguito di ciò, sono state riviste ed aggiornate le linee guida della Regione Lombardia per la gestione del rischio amianto.

La nuova norma ribadiva l’obbligo di un censimento e di una valutazione preventiva volta ad individuare la presenza di materiali a potenziale contenuto di amianto. Tale obbligo dava tempo fino al 31.01.2009 e la non ottemperanza dell’obbligo comporta sanzioni penali.

La norma rafforzava quanto già previsto nel D.Lgs. 81/2008 che contiene l’obbligo, da parte del datore di lavoro, di valutare tutti i rischi a cui possono essere sottoposti i propri dipendenti: fumo passivo e presenza di amianto.

Il Decreto Direzione Generale di Sanità n. 13237 del 18/11/2008 approvava il “Protocollo per la valutazione dello stato di conservazione delle coperture in cemento amianto”; valutazione da effettuarsi tramite l’applicazione dell'”Indice di Degrado (ID)”, che stabilisce lo stato di conservazione delle coperture in cemento amianto ed in funzione del risultato ottenuto, stabilisce i criteri ed i metodi di intervento di bonifica più idonei.

Quindi è obbligatorio, per i proprietari degli immobili con presenza di amianto, provvedere a:

  • CENSIMENTO E MAPPATURA DEI SITI
  • VALUTAZIONE DELLO STATO DI CONSERVAZIONE DELLA COPERTURA IN CEMENTO AMIANTO ATTRAVERSO L’INDICE DI DEGRADO

 L’INAIL ha messo a disposizione dei sostanziosi contributi per il miglioramento della sicurezza sul luogo di lavoro (fino al 65% a fondo perduto). Tali contributi sono disponibili anche per gli interventi di smaltimento e rifacimento tetto in eternit o amianto cemento. ATTENZIONE: SCADE L’8 APRILE 2014.

Per tali adempimenti occorre rivolgersi a società che abbiano i necessari requisiti e le abilitazioni inerenti il rischio amianto.

Per questo motivo, vi riporto i riferimenti del mio cliente che ha collaborato a creare questo post e a sensibilizzare sul tema amianto.

Immagine

SYNTHESIS S.R.L. Via F.lli Cervi, 5 20063 – Cernusco sul Naviglio (MI)

Tel. 02.9210843|Fax: 02.92106833 | Email: commerciale@synthesiscover.com

www.synthesiscover.com

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