Mercato immobiliare, Norme e Fiscalità
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Come Salvini vuol fare ripartire il mercato immobiliare non residenziale

Salvini: no Imu se il negozio è sfitto e sì all’applicazione della cedolare secca

No non ti preoccupare, non ho trasformato il mio Blog Immobiliare nell’ennesimo blog di politica o almeno non ancora 🙂

Nei giorni scorsi ho condiviso sulla Pagina Facebook del Blog (hai messo il like, vero??), un articolo de “Il Sole 24 Ore” dove il neo Ministro dell’Interno nonché vice premier Matteo Salvini, in occasione dell’Assemblea di Confesercenti a Roma si esprimeva in questi termini:

«Come la cedolare secca ha funzionato per normare l’affitto privato, perchè non portarlo nel settore commerciale? Nel settore immobiliare me lo hanno chiesto in tanti e penso che abbia senso»

preannunciando anche lo stop del pagamento dell’IMU per i negozi sfitti.

Cosa succede se davvero bloccassero il pagamento dell’IMU per i negozi sfitti?

Io un’idea me la sono fatta.

Se da una parte sono totalmente d’accordo con lo sgravio fiscale perché permetterebbe ai proprietari di mantenere nelle proprie tasche più denaro, dall’altra parte sono un po’ contrario perché temo che ci siano poi delle ripercussioni sul mercato immobiliare.

Negli ultimi anni, infatti, si è assistito ad un evidente calo dei prezzi di richiesta derivante dalle difficoltà di mercato e dalle necessità da parte dei proprietari di far fronte alla crescita del carico fiscale comunale degli ultimi anni (a tal proposito ti consiglio la lettura del mio articolo).

Pertanto un costo della proprietà relativamente basso, permetterebbe agli stessi proprietari di tenere l’immobile vuoto piuttosto di venderlo od affittarlo; avremmo quindi stock di negozi vuoti in ogni Comune (situazione molto più grave dell’attuale). Un vero disastro per il mercato immobiliare commerciale.

Con questo non voglio assolutamente dire che sono felice che un proprietario svenda o dia in “comodato d’uso gratuito” il proprio immobile, ma bensì sono molto scettico e temo che le conseguenze siano peggiori dei benefici ottenuti.

Per rendere meglio l’idea, ti faccio un esempio:

ipotizziamo di possedere un negozio e che quest’ultimo, se vuoto, non abbia costi di proprietà; mentre se decidiamo di affittarlo dobbiamo cominciare a pagare IMU ed imposte sulla locazione (tutte che sia chiaro) che portano inevitabilmente ad avere una redditività bassa (con tutti i rischi del caso), quali vantaggi otterremmo? Siamo sicuri che i vantaggi siano così importanti da giustificare il rischio del mancato pagamento della locazione? Meglio tenerlo vuoto…

Ecco che, però entra in gioco la seconda parte dell’articolo…

Cosa succede se davvero promuovessero la cedolare secca anche per gli immobili non residenziali?

Per chi non lo sapesse, la cedolare secca è un’opzione che viene concessa al locatore, che decide di affittare un immobile abitativo, di poter pagare un’imposta sostitutiva del 21% dell’Irpef e delle addizionali, sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti. (Clicca qui per visualizzare l’infografica dell’Agenzia delle Entrate)

La cedolare secca, applicata alle locazioni degli immobili diversi dall’uso abitativo (capannoni, uffici e negozi perlopiù), darebbe sicuramente slancio al mercato immobiliare non residenziale, in quanto i proprietari potrebbero affittare gli immobili senza tener conto dell’accumulo del reddito IRPEF. E scusate se è poco…

Cosa succede se applicassero entrambi i provvedimenti?

Se estendessero l’esenzione IMU anche alle altre tipologie di immobili non residenziali e quindi non solo ai negozi, la ripresa del mercato sarebbe piuttosto veloce in quanto, a questo punto, i proprietari (a causa dell’abbassamento delle imposte sulla locazione) sarebbero più propensi ad affittare l’immobile che tenerlo vuoto.

Potrebbe anche esserci una ripresa importante nel settore degli investimenti immobiliari perché gli investitori tornerebbero a credere nel mattone quale bene primario di rifugio.

All’aumentare della domanda, ci sarebbe innanzitutto un assorbimento delle unità disponibili e poi conseguentemente, un aumento dei prezzi; insomma ci sarebbe la vera ripresa del mercato immobiliare.

Personalmente sono convinto che un riavvolgimento del nastro a qualche anno fa (periodo pre-crisi) atto a sgravare gli immobili dal pesante fardello della fiscalità attuale appesantita dalle ultime manovre fiscali, non potrebbe che giovare alla credibilità del mercato immobiliare italiano.

Aspettiamo quindi che a questo punto le parole diventino fatti. 🙂

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Ciao, sono Stefano Tronca e sono un Agente Immobiliare. Aiuto gli Imprenditori, mediante la consulenza, a trovare, vendere e locare l’immobile per la propria Azienda. Lo faccio definendo una strategia, creata appositamente per il Cliente.

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